Francesco Piras porta al cinema la storia vera di Beniamino Zuncheddu in un film composto ma, al contempo, socialmente infuocato. Grande scrittura e grande prova dei protagonisti, Michele Riondino e Fabrizio Ferracane
la drammatica vicenda vera di Beniamino Zuncheddu, un pastore sardo ingiustamente condannato all'ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nei monti di Burcei nel 1991. Vittima di un colossale errore giudiziario basato su indagini superficiali e pregiudizi, Zuncheddu trascorre oltre trent'anni in cella da innocente. Il film segue la complessa e ostinata battaglia legale condotta anni dopo dall'avvocato Mauro Trogu (affiancato da attivisti e garanti dei detenuti), che smaschera le falle processuali fino alla tanto agognata revisione del processo e alla liberazione.
Opera prima intensa e rigorosa, il film si muove con grande dignità nel solco del miglior cinema d'impegno civile italiano. La sceneggiatura evita toni eccessivamente retorici, preferendo uno sguardo asciutto che interroga lo spettatore sul profondo divario tra la legge e la vera giustizia (rievocato anche dal titolo in lingua sarda). Straordinarie le prove del cast, con Fabrizio Ferracane capace di restituire il dolore silenzioso di Beniamino e Michele Riondino nei panni del tenace difensore. Un'opera necessaria, civile ed emozionante.
Francesco Piras
Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Geppy Cucciari, Paola Giannini, Jacopo Cullin
italia
2026
drammatico
110 min.
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